• VALORI

Nella nostra cooperativa non si paga il pizzo a nessuno. Si prega di non insistere. Dio solo è la nostra forza, a Lui solo siamo debitori.


Abbiamo deciso di esporre questo cartello all’ingresso della Cooperativa per dimostrare la nostra vicinanza a tutti gli imprenditori che lavorano onestamente e che danno lavoro a tante persone, nonostante la paura. Perché da soli certe scelte sono impossibili.

Non possiamo convivere con la mafia e dobbiamo dirlo, anche a nome di chi non può farlo perché a rischio di perdere tutto.

Nella nostra cooperativa, ogni giorno facciamo scelte che rispettano i valori di legalità e giustizia e l’educazione al rispetto della legge è una parte fondamentale delle nostre attività.

“La nascita di mia figlia ha cambiato tutto. Io sono cresciuto vedendo mio padre fare dentro e fuori dal carcere e se penso che sto facendo vivere la stessa cosa a mia figlia, al trauma che le ho creato… non vedo l’ora di tornare da loro e ricominciare da persona diversa”.
Emanuele, 26 anni


I ragazzi del carcere ci chiedevano: “Vi portate a casa chi di noi può uscire da qua?”. Così abbiamo cominciato ad accogliere chi aveva la possibilità di scontare la pena alternativa al carcere.

Accolti in una vera famiglia, i ragazzi scoprono un modo di essere padre e figlio diverso da quello che conoscevano e che, in alcuni casi, li ha portati a delinquere. Ricevono un esempio positivo da seguire, che potranno riproporre con i loro figli, rompendo un circolo vizioso che spesso porta a perpetrare comportamenti devianti all’interno dei nuclei familiari.

La Casa Famiglia diventa anche un luogo sicuro e protetto, alternativo all’ambiente che frequentavano prima, dove i ragazzi potranno tornare ogni volta che ne avranno bisogno.

“Quando mi hanno arrestato la terza volta avevo 17 anni. Pensavo: “Quando uscirò, avrò 33 anni. Chi mi prenderà a lavorare? Non so fare nulla e mi vedranno solo come un ex carcerato. E poi sarò libero, ma libero di fare cosa se nessuno mi darà una possibilità?”.
Eugenio, 23 anni


Il lavoro è un’esperienza educativa, in grado di prevenire la recidiva.

Grazie all’attività lavorativa in falegnameria e nell’apicoltura ragazzi con un passato di devianza si rendono conto di essere capaci di fare molte cose e di non aver bisogno di delinquere per sopravvivere. La fatica del lavoro è ripagata dalla soddisfazione di vedere i frutti dell’impegno e questo aumenta l’autostima e la consapevolezza del proprio valore e delle proprie capacità.

Il lavoro in Cooperativa, inoltre, fornisce competenze indispensabili per potersi reinserire con successo nel mondo del lavoro: insegna ad assumersi le responsabilità; a lavorare in gruppo; a relazionarsi con i pari e con le figure di riferimento; a rispettare gli orari e le regole.

“Gli spettacoli fatti durante la Fiera del Libro sono stati l’occasione per trasmettere un messaggio importante su tematiche come la disabilità, l’integrazione, il rispetto per chi viene da paesi lontani e con culture e religioni diverse, il dovere dell’accoglienza, la custodia della nostra terra e il non-spreco delle risorse. I bambini e i ragazzi delle scuole sono stati coinvolti in maniera efficace, hanno ascoltato in silenzio e applaudito con entusiasmo e hanno fatto molti interventi e domande alla fine dello spettacolo”.
Dott. Giuseppe Scudero, Psichiatra


Le classi delle scuole primarie e secondarie della provincia di Catania, così come gruppi giovanili e ragazzi della zona frequentano costantemente la nostra cooperativa, assistendo agli spettacoli teatrali o partecipando alle attività ludiche e sportive.

In questo modo vogliamo favorire l’incontro e lo scambio tra ragazzi del territorio e ragazzi in situazione di svantaggio e a rischio emarginazione, per creare una società più consapevole e aperta, capace di accogliere chi è diverso e di perdonare chi ha commesso un errore.

Crediamo che il modo migliore per combattere la recidiva sia offrire a chi ha scontato una pena in carcere la possibilità di reinserirsi nella società e nel mondo del lavoro, e non esserne nuovamente escluso.

“Quando portate le persone disabili in carcere, fate saltare il sistema. I ragazzi entrano in relazione con loro con delicatezza, perdendo quell’atteggiamento di prepotenza che spesso hanno. Qualcuno ci ha detto di essersi visto crollare tutte le difese davanti a un ragazzo disabile, di aver sentito che mentre loro, nonostante le capacità, non hanno fatto altro che danni quel ragazzo, con i suoi limiti, è riuscito a trasmettere un messaggio forte”.
Roberto Putzu, Educatore


In cooperativa ragazzi con disabilità lavorano insieme a ragazzi che stanno scontando la pena alternativa al carcere. Tra loro si instaurano veri e propri legami di amicizia e il contatto con coetanei disabili, di cui devono anche prendersi cura, permette a ragazzi che sono sempre stati considerati “cattivi” di scoprire “il bello di essere buoni”. Da soggetti beneficiari del volontariato diventano loro stessi volontari in prima persona e sperimentano la sensazione gratificante del sentirsi utili per chi ha bisogno.

Inoltre, organizziamo dei laboratori di teatro nel carcere minorile di Acireale a cui partecipano anche i ragazzi disabili del nostro centro diurno. Il confronto con la fragilità e l’ineluttabilità della condizione di disabilità aiuta i ragazzi in carcere a ridare il giusto valore alla loro vita e a riconoscere la responsabilità dietro agli errori commessi, vero inizio del cambiamento.

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