LA COOPERATIVA

La cooperativa è dedicata a Rosario, affettuosamente Ro’, scomparso inaspettatamente a 14 anni a causa di una grave malformazione interna.
Come la formichina, che porta pesi fino a 5 volte superiori al proprio corpo, qui, ogni giorno, persone con disabilità o con problemi di devianza percorrono un cammino di rinascita portando insieme il peso di una società che non riesce a comprendere appieno il loro valore.

La Cooperativa Sociale “Rò La Formichina” è nata nel 2001 dall’esperienza della Comunità papa Giovanni XXIII, per supportare le Case Famiglia presenti sul territorio e dare una risposta concreta ai bisogni delle persone accolte dalla Comunità. L’obiettivo della Cooperativa “Rò La Formichina”, infatti, è favorire il reinserimento sociale e lavorativo di persone che sono state escluse dalla società a causa della loro condizione fisica o del loro passato.

La Cooperativa risponde ai bisogni socio-assistenziali ed educativi delle persone con disabilità e dei ragazzi in situazioni di svantaggio (parte A). Allo stesso tempo, promuove l’inserimento lavorativo di ragazzi con procedimenti penali in corso e delle persone con disabilità, attraverso l’acquisizione di competenze professionali principalmente nei settori della falegnameria e dell’apicoltura (parte B).

Nel camminare assieme cerchiamo una risposta al bisogno di Assoluto.

LA COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII

L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (APG23) condivide la propria vita con gli ultimi del mondo, che vivono nella povertà, nel disagio e nell’abbandono.

Fondata da don Oreste Benzi nel 1968, la Comunità opera con continuità dal 1973, anno in cui è stata aperta la prima Casa Famiglia APG23. Oggi conta oltre 500 realtà di accoglienza e sono più di 41.000 le persone che ogni giorno siedono alla nostra “tavola” in oltre 40 Paesi. Per promuovere la dignità e favorire l’integrazione delle persone più emarginate, la Comunità ha dato vita a 13 Cooperative Sociali che, unite nel Consorzio “Condividere”, operano in sintonia e unità. Dal 2006 la Comunità Papa Giovanni XXIII promuove il suo impegno alle Nazioni Unite con lo Status di Consultative Special nell’Ecosoc (Consiglio Economico e Sociale) e, ad oggi, è il primo ente di accoglienza di minori in Italia e tra i più accreditati al mondo.

Per maggiori informazioni: www.apg23.org

Noi siamo complementari. Mettendo insieme le capacità di ognuno non c’è chi ha più e chi ha meno ma ognuno diventa dono senza misura. Operando insieme non c’è più chi è disabile, carcerato, emarginato ma ognuno è una meraviglia per l’altro. La cooperativa è società del gratuito che genera la civiltà dell’amore.

IL TERRITORIO

Ro’ La Formichina opera in un territorio dove la povertà e la mancanza di opportunità alimentano la criminalità e non permettono ai ragazzi di coltivare i propri sogni. Molti dei ragazzi che frequentano la Cooperativa sono cresciuti all’interno di famiglie segnate da esperienze delinquenziali e hanno trascorso l’infanzia in quartieri ad alto rischio, dove non ci sono servizi né luoghi di aggregazione per i giovani.

Il tasso di disoccupazione giovanile è in aumento e sono poche le aziende che assumono persone in condizione di svantaggio. Delle persone con disabilità che ne avrebbero diritto soltanto una piccola parte è stata inserita in un percorso di inserimento lavorativo protetto.

Un giorno, il direttore del carcere minorile mi disse: “Di tanti di questi ragazzi che stanno scontando la pena, ho avuto qui anche i loro padri”. Un ragazzo che stava passando di lì, aggiunse d’istinto: “…e mi sa che avrà anche i nostri figli”.

I NOSTRI VALORI

  • Nella nostra cooperativa non si paga il pizzo a nessuno. Si prega di non insistere. Dio solo è la nostra forza, a Lui solo siamo debitori.

Abbiamo deciso di esporre questo cartello all’ingresso della Cooperativa per dimostrare la nostra vicinanza a tutti gli imprenditori che lavorano onestamente e che danno lavoro a tante persone, nonostante la paura. Perché da soli certe scelte sono impossibili.

Non possiamo convivere con la mafia e dobbiamo dirlo, anche a nome di chi non può farlo perché a rischio di perdere tutto.

Nella nostra cooperativa, ogni giorno facciamo scelte che rispettano i valori di legalità e giustizia e l’educazione al rispetto della legge è una parte fondamentale delle nostre attività.

  • Emanuele, 26 anni

    La nascita di mia figlia ha cambiato tutto. Io sono cresciuto vedendo mio padre fare dentro e fuori dal carcere e se penso che sto facendo vivere la stessa cosa a mia figlia, al trauma che le ho creato… non vedo l’ora di tornare da loro e ricominciare da persona diversa.

I ragazzi del carcere ci chiedevano: “Vi portate a casa chi di noi può uscire da qua?”. Così abbiamo cominciato ad accogliere chi aveva la possibilità di scontare la pena alternativa al carcere.

Accolti in una vera famiglia, i ragazzi scoprono un modo di essere padre e figlio diverso da quello che conoscevano e che, in alcuni casi, li ha portati a delinquere. Ricevono un esempio positivo da seguire, che potranno riproporre con i loro figli, rompendo un circolo vizioso che spesso porta a perpetrare comportamenti devianti all’interno dei nuclei familiari.

La Casa Famiglia diventa anche un luogo sicuro e protetto, alternativo all’ambiente che frequentavano prima, dove i ragazzi potranno tornare ogni volta che ne avranno bisogno.

  • Eugenio, 23 anni

    Quando mi hanno arrestato la terza volta avevo 17 anni. Pensavo: “Quando uscirò, avrò 33 anni. Chi mi prenderà a lavorare? Non so fare nulla e mi vedranno solo come un ex carcerato. E poi sarò libero, ma libero di fare cosa se nessuno mi darà una possibilità?.

Il lavoro è un’esperienza educativa, in grado di prevenire la recidiva.

Grazie all’attività lavorativa in falegnameria e nell’apicoltura ragazzi con un passato di devianza si rendono conto di essere capaci di fare molte cose e di non aver bisogno di delinquere per sopravvivere. La fatica del lavoro è ripagata dalla soddisfazione di vedere i frutti dell’impegno e questo aumenta l’autostima e la consapevolezza del proprio valore e delle proprie capacità.

Il lavoro in Cooperativa, inoltre, fornisce competenze indispensabili per potersi reinserire con successo nel mondo del lavoro: insegna ad assumersi le responsabilità; a lavorare in gruppo; a relazionarsi con i pari e con le figure di riferimento; a rispettare gli orari e le regole.

  • Dott. Giuseppe Scudero, Psichiatra

    Gli spettacoli fatti durante la Fiera del Libro sono stati l’occasione per trasmettere un messaggio importante su tematiche come la disabilità, l’integrazione, il rispetto per chi viene da paesi lontani e con culture e religioni diverse, il dovere dell’accoglienza, la custodia della nostra terra e il non-spreco delle risorse. I bambini e i ragazzi delle scuole sono stati coinvolti in maniera efficace, hanno ascoltato in silenzio e applaudito con entusiasmo e hanno fatto molti interventi e domande alla fine dello spettacolo.

Le classi delle scuole primarie e secondarie della provincia di Catania, così come gruppi giovanili e ragazzi della zona frequentano costantemente la nostra cooperativa, assistendo agli spettacoli teatrali o partecipando alle attività ludiche e sportive.

In questo modo vogliamo favorire l’incontro e lo scambio tra ragazzi del territorio e ragazzi in situazione di svantaggio e a rischio emarginazione, per creare una società più consapevole e aperta, capace di accogliere chi è diverso e di perdonare chi ha commesso un errore.

Crediamo che il modo migliore per combattere la recidiva sia offrire a chi ha scontato una pena in carcere la possibilità di reinserirsi nella società e nel mondo del lavoro, e non esserne nuovamente escluso.

  • Roberto Putzu, Educatore

    Quando portate le persone disabili in carcere, fate saltare il sistema. I ragazzi entrano in relazione con loro con delicatezza, perdendo quell’atteggiamento di prepotenza che spesso hanno. Qualcuno ci ha detto di essersi visto crollare tutte le difese davanti a un ragazzo disabile, di aver sentito che mentre loro, nonostante le capacità, non hanno fatto altro che danni quel ragazzo, con i suoi limiti, è riuscito a trasmettere un messaggio forte.

In cooperativa ragazzi con disabilità lavorano insieme a ragazzi che stanno scontando la pena alternativa al carcere. Tra loro si instaurano veri e propri legami di amicizia e il contatto con coetanei disabili, di cui devono anche prendersi cura, permette a ragazzi che sono sempre stati considerati “cattivi” di scoprire “il bello di essere buoni”. Da soggetti beneficiari del volontariato diventano loro stessi volontari in prima persona e sperimentano la sensazione gratificante del sentirsi utili per chi ha bisogno.

Inoltre, organizziamo dei laboratori di teatro nel carcere minorile di Acireale a cui partecipano anche i ragazzi disabili del nostro centro diurno. Il confronto con la fragilità e l’ineluttabilità della condizione di disabilità aiuta i ragazzi in carcere a ridare il giusto valore alla loro vita e a riconoscere la responsabilità dietro agli errori commessi, vero inizio del cambiamento.

VIDEO CHE PARLANO DI NOI

RETE DI COLLABORATORI

Tribunale Minori Catania – Uff. Servizi Sociali Minorili Catania – Uff. Esecuzione Penale Esterna Catania – Neuropsichiatria Infantile di Acireale e di Catania – Servizi Sociali del territorio – Istituto Penale Minorile di Acireale e di Catania – Casa di Reclusione di Giarre – Addiopizzo Catania – La voce dell’Jonio – Centro Servizi per il Volontariato Etneo – Confcoop Sicilia – Diocesi di Acireale – Caritas di Acireale – Agesci di Acireale – Azione Cattolica di Acireale – Centro per la cultura di Acireale – Rotary – Lions – Kywanes – Coop. Soc. Rose Blu – Parrocchie locali

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